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7. La famiglia de Felici di Pianella in alcune lettere del Settecento. Lettera del barone Zopito al nipote Domenico Antonio de Felici (9 novembre 1759)

18 Maggio 2024

ELSO SIMONE SERPENTINI.

Porta la data del 9 novembre 1759 (martedì) una lettera scritta da Pianella dal barone ZOPITO DE FELICI al nipote DOMENICO ANTONIO DE FELICI*(che lui scrive De Felicij), firmando“Vostro Zio Zopito De Felicij.” Gli dice che lo scusa se non dovesse rispondergli perché impegnato negli esercizi spirituali, importante è che provveda di un letto i suoi figli (Vincenzo, Leone e Silvestro), che ha mandato a studiare a Napoli e che lo hanno avvisato del loro arrivo nella capitale nella mattinata di mercoledì scorso (mercoledì 3 novembre), cosa che spera sia avvenuta confidando nella “misericordia” di Dio.

Zopito prega il nipote di fornire ai suoi figli un abito da abate ciascuno, e cioè “la Giamberca di Castoro del Baf, il Giamberchetto, e Calzoni di Velluto, ed il Cappottino, o di Armes, o di Spomiglione ad elezzione (cioè a scelta), però deve essere intiero e non mezzo.”

Lo prega di fornire loro anche un cappotto da campagna ciascuno, “corrispondente al vestire d’Abbate da valersene in tempi piovosi, e rigidi”. Non gli fa altra raccomandazione, ma avverte che il figlio Vincenzo è “un po’ inclinato a scrupoli”, perciò prega il nipote di “disingannarlo”, facendogli capire che il Signore Iddio non vuole dagli uomini una“dipressione di spirito, ma un cuore pulito e niente alieno da Lui”, sicché “attendendo al suo impiego”, deve impegnarsi al massimo nell’obbedire al Divino Volere e tenersi “lontano da qualunque occasione che potesse essere di sua offesa” e a questo improntare “la condotta di sua vita”.

Chiede anche di tenere i suoi figli lontani dai Gesuiti, perché la loro condotta non gli piace troppo e perché a Chieti un vecchio Gesuita non è stato capace di togliere al figlio Vincenzo “le massime di scrupoli”. Perciò nella scelta del confessore “procurerà che sia o prete o domenicano, ma Probo”.

* Il nipote Domenico Antonio De Felici, al quale Zopito scrive questa e numerose altre lettere, dovrebbe essere figlio di Gesualdo De Felici e di Delfina De Matteis, appartenente al ramo collaterale della famiglia, discendente da Tommaso De Felici, fratello di Carlo, Barone di Rosciano e San Giovanni, che è padre di Zopito. Domenico Antonio era fratello di Giuseppantonio e di Nicola. Stando a quanto scrive Zopito in altre lettere a lui inviate, doveva essere un Padre Carmelitano residente a Napoli.

Le lettere sono conservate presso la collezione Corrado Anelli di Teramo.

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