Molti libri in editio princeps tra gli incunaboli venduti da Melchiorre Delfico al Re

LORIS DI GIOVANNI

Nella collezione di 930 incunaboli venduta nel 1816 da Melchiorre Delfico al Re per 8000 ducati, cinque libri, ognuno di loro è una editio princeps, valgono più della metà di quanto fu pagato per tutti! Stimati dal teramano ben 900 ducati ciascuno (il suo stipendio annuo da Consigliere di Stato era di soli 600...) sommano ben 4500 solo loro.

Sono tutte prime edizioni a stampa di opere apparse precedentemente all'invenzione della stampa e tramandate manoscritte sino ad allora. Quattro di esse, il Lattanzio (De Divinis Istitutionibus adversus gentes, 1465), Tito Livio (Historiae romanae decades, 1469), Cesare (Commentari de bello gallico, 1479) e Aulo Gellio ( Noctes atticae, 11 aprile 1469) sono stampate il primo "in Monasterio Sublacensi" , le altre tre "in domo Petri de Maximis" a Roma dai monaci Conrad Sweynheym e Arnold Pannarz, i primi in Italia ad introdurre la stampa a caratteri mobili.

Le loro prime tre opere stampate a Subiaco, il Lattanzio, il De Oratore di Cicerone e il De Civitate Dei erano nella collezione Delfico! L'Ausonio, a Venezia nel 1472 per Bartholomeus Girardinus. Tutte in foglio e con straordinarie legature in vitello alla francese.

Riusciremo a portarli a Teramo nella Biblioteca Delfico per una mostra?

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