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Oggi 19 marzo è la festa di San Giuseppe e in Italia anche la festa di tutti i papà

ANTONIO MEZZANOTTE.

Eccolo qua, mastro Peppe da Nazareth, falegname, raffigurato in questo dipinto dei primi del 1500, che se ne sta in disparte vicino alla finestra, mentre Maria chiacchiera con la cugina Elisabetta e il piccolo Gesù gioca con Giovanni. Quante cose sono accadute senza che a mastro Peppe gli si sia chiesto come la pensasse a proposito di quel fatto. Sta lì e rimugina.

Silenzioso, ma sempre presente. La legge era dalla sua parte e avrebbe potuto ripudiare Maria, ma in fin dei conti sotto la scorza dell'uomo duro è una brava persona, di cuore, che vuole bene a quella ragazza. Poi gli spiegano in sogno come e perché. In sogno, mentre dorme, altrimenti quello sarebbe stato capace di affrontare pure le celesti legioni.

Ha affrontato, invece, un faticoso viaggio con la moglie gravida a dorso di un asino, da buon cittadino ha risposto al censimento. Ha dovuto trovare una sistemazione d'emergenza, scontrandosi con gli albergatori che rifiutavano una camera per Maria. Infine, ha rimediato una stalla calda, si è improvvisato ostetrico.

Subito dopo la nascita di Gesù, il fugone in Egitto per mettere in salvo il bambino (sia per avvisarlo del pericolo, sia per dargli la notizia della morte di Erode, l'arcangelo Gabriele gli parla sempre in sogno, testa dura e quadrata il nostro falegname!). E quando Gesù, ragazzetto, si ferma nel Tempio invece che ripartire con la carovana per Nazareth? Due scapaccioni ci volevano eccome, non fosse altro per lo spavento fatto prendere a lui e alla mamma che lo davano smarrito e forse peggio. Invece, anche qui, niente, tace, contento di averlo ritrovato.

In paese lavora e tace, bottega, famiglia e sinagoga, non gli si conoscono vizi, non va all'osteria, non va alla partita. Compie sacrifici per mantenere la famigliola, insegna l'arte di falegname a Gesù. Poi di lui nessuno più si occupa.

Lo ritroviamo sul letto di morte, tra Maria e Gesù, ormai cresciuto, che se ne va da quel Dio al quale di certo avrà voluto chiedere tante spiegazioni.

Se non è santo un uomo così....

Auguri ai papà e auguri a tutti i Giuseppe e Giuseppina!

(Nella foto: Raffaello Sanzio, la Madonna del Divino Amore, dipinto a olio su tavola, 1516, conservato nel Museo di Capodimonte a Napoli)

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