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I tre Quadrati Magici d'Abruzzo. Il Quadrato Magico di San Pietro ad Oratorium presso Capestrano

“SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS” cinque parole a definire la frase palindroma del famoso quadrato magico del Sator, di cui l’Abruzzo ne detiene tre esemplari: uno a Capestrano, uno a Campotosto e uno a Magliano de’ Marsi.

Iniziamo la nostra ricerca alla scoperta del Sator di Capestrano, nella provincia dell'Aquila.

La facciata frontale della chiesa di San Pietro ad Oratorium porta su di sé l’effigie di Re Desiderio: secondo alcuni studiosi il re dei Longobardi aveva promosso, nell’VIII secolo, la costruzione dell'antico monastero in seguito ad un sogno. La Chiesa giaceva solitaria immersa nel bosco, accompagnata soltanto dallo scorrere delle acque del fiume Tirino. Le sue mura incastonavano nel severo rigore della pietra bellissime lavorazioni lapidee con motivi vegetali e zoomorfi: esternamente c’erano fiori, tralci, foglie di acanto ed un drago, e c’era anche il quadrato magico del Sator, una incisione (misteriosamente) rovesciata su una lastra, infissa a circa due metri da terra derivante da materiale di utilizzo di un edifico durante il restauro del 1100.

La prima apparizione storica del quadrato magico si fa risalire al I secolo d.C., circa ottanta anni dopo la crocifissione di Gesù. L'iscrizione derivava probabilmente dalla necessità dei primi cristiani di non essere scoperti ed identificati: la codifica di un messaggio mirato rendeva infatti accessibile la comprensione solo ai veri credenti e rappresentava una esortazione alla fede. Molte altre tesi cercano di svelare l’origine oscura di questo antichissimo rebus, inciso sulla pietra di diverse chiese d’Italia e d’Europa, dagli anagrammi diabolici alle croci templari, e persino alle interpretazioni della Kabbala ebraica sui nomi dell’Eterno.

SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS sono le cinque parole palindrome che rimanevano inalterate se lette da sinistra a destra e viceversa, e dall’alto in basso e dal basso in alto. L’iscrizione delle cinque parole reca al suo interno una complessa combinazione di segni mistici simbolici, resi ancor più enigmatici dalla presenza di un termine che non esiste nel vocabolario latino (e greco): AREPO.

Le quattro T di Tenet sono in effetti l’equivalente latino della lettera “tau” greca utilizzata dai primi cristiani oppressi dalle autorità romane come rappresentazione simbolica della croce. Ogni T è affiancata da una A ed una O, ossia l’alfa e l’omega greche simboli del principio e la fine di tutte le cose. Dall'anagramma delle lettere suddivise da una immaginaria croce greca centrale si ottengono due volte le parole Pater Noster. L’enigmatico graffito in effetti sembra essere riuscito a custodire i suoi segreti fino al Medio Evo, epoca in cui assume un significato apotropaico cioè di esorcizzazione del male e viene riutilizzato ed inserito in costruzioni sacre riconducibili al misterioso mondo dei cavalieri templari.

Da sempre esistono diverse correnti di pensiero circa l’interpretazione della frase contenuta nel palindromo. Il tema prevalente è il Mistero della Creazione: “Il Creatore (sator) verso cui tendo (arepo, forma contratta di adrepo) sostiene (tenet) con la sua azione (opera) le sfere celesti (rotas)”.

Un'altra interpretazione fornisce invece la seguente chiave di lettura: sator opera tenet – tenet opera sator, ovvero “il Creatore ricorda le opere” – “tiene a mente il tuo operato”.

Un'altra soluzione trae le sue conclusioni da una diversa traduzione del termine Arepo (un carro celtico chiamato arepos), che nella frase palindroma diventa un complemento di mezzo portando alla seguente traduzione: Il seminatore, con il carro, tiene con cura le ruote; il riferimento al seminatore è un richiamo al Vangelo. Una interpretazione più semplice considera "Arepo" come nome proprio, da cui il significato diviene: Arepo, il seminatore, tiene con maestria l'aratro.

L’itinerario alla scoperta dei quadrati palindromi conduce in luoghi affascinanti e spesso misteriosi: da Pompei alla Cappadocia fino ad arrivare a Capestrano. Molti studiosi sostengono che i Cavalieri adottassero questo simbolo per contrassegnare dei luoghi particolari e per trasmettere delle preziose informazioni esoteriche in forma codificata.

Il motivo per cui il quadrato di Capestrano sia stato rovesciato rimane ancora oscuro, come forse il suo significato reale, a dispetto delle numerose ipotesi formulate.

Sitografia:

http://www.rivelazioni.com/notizie_news/sator.shtml#abruzz

https://abruzzoturismo.it/racconti-d-abruzzo/i-tre-quadrati-magici-dabruzzo/.

https://naturagrezza.blogspot.com/2014/03/il-quadrato-magico-del-sator-e-la.html

Quadrato magico di Capestrano (L'Aquila)
Chiesa di San Pietro ad Oratorium 

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