
di PARIDE MARIOTTI
Sapevate che dietro i terreni e le strade che calpestiamo ogni giorno si nasconde la storia di una donna straordinaria che ha cambiato il destino dei più grandi nobili d'Abruzzo?
Grazie a due documenti inediti del 1680 e del 1784, è riemersa dall'oblio la figura di donna Armida Stornaventi e dell'antica,scomparsa Contrada Fonte Liberato.Ecco la sua incredibile storia.
"L'angolana dimenticata che generò i grandi signori d'Abruzzo"
Se sfogliate la storia ufficiale di Città Sant'Angelo,il cognome Stornaventi non comprare da nessuna parte, completamente svanito nel nulla. Eppure, Armida ereditò nella seconda metà del Seicento un immenso patrimonio terriero: una grande masseria ricca di ulivi e maestose querce.
Grazie all'incrocio dei vecchi confini, oggi sappiamo esattamente dove si trovava questa enorme proprietà: si estendeva nell'anfiteatro collinare che va da Madonna della Pace fino a San Martino Bassa, arrivando fino al fondovalle vicino al fiume Saline e costeggiando quella che "da piedi" veniva chiamata la strada pubblica (l'attuale Via Lungo fino /ss151).
La donna sola nell'Abruzzo vicereale dell'epoca,Armida compì una scelta strategica per tutelare i propri beni: cedette i suoi difficili crediti al Capitolo della Collegiata di San Michele Arcangelo (nelle mani del celebre canonico Giovan Battista Procaccini).In cambio,ottenne l'istituzione di un beneficio pio e il diritto di patronato sul monumentale Altare di Santa Maria delle Grazie all'interno della Collegiata,per fare celebrare messe in suo suffragio in perpetuo.
Armida morì a fine Seicento e il cognome Stornaventi si estinse con lei. La sua stirpe,tuttavia si elevò socialmente entrando per via matrimoniale nella cerchia dei De Sterlich, baroni di Castilenti e Scorrano, fondendo il suo sangue con le più grandi famiglie nobiliari della regione.
IL grande colpo di scena avvenne un secolo dopo,il 12 novembre 1784, quando il Vescovo di Penne e Atri, Bonaventura Calcagnini, firmò un atto per svincolare quegli antichi terreni affacciati sull'Adriatico. Attorno al tavolo si riunirono i massimi titolati del territorio: il Conte Leognani Ferramosca,il Marchese de Torres e il Barone Scorpione.
Per reclamare quella proprietà,i tre grandi nobili furono costretti a citare la fonte originaria dei loro diritti, definendola solennemente la quondam Donna Armida Stornaventi, loro antica ascendente.
Nel corso dell'Ottocento, quel gigantesco asse terriero venne progressivamente rilevato dalla nascente e potente famiglia dei Coppa Zuccari.
Furono loro a riorganizzare la vasta tenuta agricola, impiantando i celebri gelsi per l'allevamento dei bachi da seta e ridisegnando la fisionomia di quei casali storici che oggi costeggiano l'attuale Via Torre Liquirizia.
Oggi di lei non restano ritratti,e l'altare delle Grazie ha cambiato volto. Eppure,i terreni della sua masseria sono ancora lì, sotto i nostri occhi.
Questa scoperta riscatta finalmente la memoria di una donna angolana che, con intelligenza e patrimonio,ha silenziosamente scritto il destino, la geografia e la genealogia del nostro territorio.






















