
Ci sono famiglie che,dopo secoli, sopravvivono soltanto nei documenti. lL loro nome raffiora da un antico registro,da una fede di battesimo,da un atto notarile o dalla memoria di un palazzo.
È il caso dei Montagnese,una famiglia che le antiche carte collegano alla nobiltà abruzzese e che per diverse generazioni fu legata a feudi,patrimoni e importanti famiglie del territorio.
La loro storia ci porta al 1535, quando secondo la documentazione tramandata, l'importante CarloV investì Martino Montagnese,capitano di fanti,dei feudi di San Sano,Casentino e Villa Sant'Angelo,nel territorio aquilano.
Da allora il nome dei Montagnese ricorre nelle carte per oltre un secolo.
Nel 1595 troviamo Francesco Montagnese, figlio dì Geronimo e di Onorata Torricella,appartenente a una nobile famiglia chietina.
Nel 1615, Francesco viene ricordato tra i cittadini nobili dell'Aquila e indicato come barone dì San Sano, Casentino e Villa Sant'Angelo.
I matrimoni rafforzano nel tempo i legami con altre famiglie importanti.
Nel 1622 Francesco sposa Francesca Liberatore,di nobile famiglia chietina, mentre nel 1654 Virgilio Montagnese,loro discendente,sposa Vittoria Forcella,dei baroni di Silvi.
Poi arriva Virginia.
Nata nel 1666,figlia postuma di Virgilio, Virginia Montagnese sarà destinata a rappresentare l'ultimo capitolo della famiglia.
Intorno al 1682 sposa infatti il marchese Saverio Del Giudice.
La fede del matrimonio, secondo le carte,non è stata rinvenuta tra i documenti consultati; una nota indica però che il matrimonio fu celebrato a a Silvi, suggerendo di cercarne traccia negli antichi registri partocchiali.
La morte senza figli del fratello di Virginia, Francesco Montagnese, determina il passaggio dell'eredità familiare a Virginia e, attraverso di lei,alla casa del Giudice.
Così un cognome scompare,ma un'eredità continua.
Le antiche carte raccontano anche dì controversie per la rivendicazione dei feudi e diritti ereditari, segno dì quanto fossero importanti quei patrimoni e di quanto fosse complesso conservarli e dimostrarne la legittimità.
Un ultima testimonianza ci conduce ad Ortona, dove la famiglia Montagnese si sarebbe stabilita negli ultimi tempi e dove avrebbe fatto costruire un palazzo.Le carte riferiscono che l'edificio esisteva ancora all'epoca della testimonianza ed era passato ai De Santis, attraverso una donna Montagnese.
E poi,quasi come una conclusione amara, troviamo nelle antiche scritture una frase che racconta il destino della famiglia: i Montagnese,un tempo ricchissimi, sarebbero arrivati negli ultimi tempi quasi alla miseria.
È la parabola dì una famiglia che conobbe feudi, titoli, matrimoni prestigiosi e patrimoni,ma anche il declino e infine l'estinzione del proprio nome.
Resta però una domanda affascinante: quante altre tracce dei Montagnese sono ancora nascoste negli archivi Abruzzesi?
Forse la fede di matrimonio di Virginia è ancora conservata in qualche antico registro di Silvi. Forse il palazzo dì Ortona è ancora riconoscibile. Forse altri documenti possono raccontarci ciò che queste poche carte hanno soltanto iniziato a svelare.
Perché è proprio questo il fascino della storia locale: un nome dimenticato può diventare l'inizio dì una storia lunga cinque secoli.


















