Parolmente

Blog di Pianella e dintorni
AttualitàPoliticaEconomia e LavoroEventi e CulturaSportSegnalazioniBacheca

DOCUMENTI "Una lettera da Napoli:i Priori, I Mascitelli e Giuseppe Pica"

28 Agosto 2026

di PARIDE MARIOTTI

Torino di Sangro, 1859.

Due famiglie di rilievo del territorio chietino, i Mascitelli, famiglia di notabili, e i Priori, proprietari terrieri, si trovano coinvolte in una controversia legata a un'eredità. Per avere un parere sulla questione, Francesco Priori si rivolge a un amico e avvocato illustre:Giuseppe Pica, nato all'Aquila nel 1813.

La risposta arriva da Napoli il primo novembre 1859,in un momento particolare della vita del Pica. Solo pochi mesi prima era stato liberato dalle carceri di Montesarchio, dove aveva scontato una dura condanna per la sua partecipazione ai moti del 1848.

Dopo l'esilio a Londra, era tornato nel Mezzogiorno.

Di fronte alla richiesta dell'amico, Pica si trova però in una posizione delicata:è avvocato e, al tempo stesso, amico delle persone coinvolte.

Per questo scrive: "... trovandomi avvocato ed amico dei cognati non potrei certamente prendere parte a qualunque urgenza d'interesse che sorgesse tra voi ed essi.."

Non può dunque schierarsi apertamente, ma cerca una strada diversa:la mediazione, nel tentativo di evitare che una questione ereditaria finisca davanti ai tribunali.

Ed è proprio alla fine della lettera che troviamo le parole forse più significative:

".. trattandosi tra congiunti con qualche sacrificio scambievole come consiglierei evitare le liti che sono la rovina delle famiglie."

-Evitare le liti che sono la rovina delle famiglie -.

Una frase semplice, ma che restituisce con sorprendente immediatezza l'uomo che si nasconde dietro il personaggio storico.

Pochi mesi dopo, la grande Storia avrebbe raggiunto anche il Mezzogiorno. Giuseppe Pica sarebbe diventato deputato e poi senatore del Regno d'Italia, legando il proprio nome anche alla controversa Legge Pica del 1863 contro il brigantaggio.

Ma in quella giornata di Ognissanti del 1859, la grande politica era ancora lontana.

C'era soltanto una lettera partita da Napoli e diretta in Abruzzo, una controversia tra famiglia di Torino di Sangro e il consiglio di un avvocato che, prima ancora di cercare un vincitore, invita a salvaguardare la concordia.

Un piccolo documento privato che, a distanza di oltre un secolo e mezzo, ci permette di affacciarci sulla vita, sulle relazioni e sulla società della Torino di Sangro dell'Ottocento.

Parolmente

Tienilo a Mente
ll Blog Parolmente.it, si propone di promuovere il territorio, attraverso la diffusione di notizie a carattere turistico, ambientale sociale, politico (apartitico) e culturale.
Contatti
parolmente@libero.it
Donazioni
Copyright © 2026 Parolmente.it All Rights Reserved
Instagram
magnifiercrossmenu